Una partita straordinaria. Difficile tradurre in parole le emozioni provate oggi allo stadio, a cominciare dal vedere le tribune gremite come non si vedevano da tempo a Forlì. Impressionante quanto fatto da mister Miramari e dalla squadra, che in questa stagione ha riportato un entusiasmo e una qualità di gioco mai viste in precedenza.
Partendo proprio dell’allenatore, c’è da chiedersi perché non abbia mai calcato palcoscenici superiori: i paragoni con Sarri, partito dalle serie minori e arrivato fino ai massimi livelli, non sembrano inopportuni, considerato che Miramari ha sempre ottenuto grandi risultati con le squadre che ha allenato.La partita, compresa la sofferenza finale, ha dimostrato una volta di più quanto questo Forlì sia una squadra matura, tecnicamente qualitativa, consapevole dei propri mezzi. Il Ravenna, dal canto suo, si è forse svegliato un po tardi: certo, la pressione profusa nel secondo tempo nel cercare il pareggio ha testimoniato una volta di piu la grande qualità dei singoli, ma nel primo tempo ha sofferto il maggior palleggio dei padroni di casa, abili a pescare il jolly che ha sbloccato la partita, grazie all’eurogol di Falasca (l’uomo che non ti aspetti). Le lodi vanno però riconosciute a tutta la squadra, con qualche menzione particolare: Farinelli stupisce per la capacità di saltare l’uomo e per il pressing costante nei 90 minuti, Menarini ha una pulizia di gioco e una visione calcistica non comune, Sbardella e Saporetti conferiscono una solidità difensiva eccezionale. Chiaramente, oltre al già citato Falasca, non si può non menzionare Trombetta, ancora una volta a segno, e Macri, giocatore davvero qualitativo, che in un momento di sofferenza provvede a timbrare il 3 a 1 che tiene a distanza di sicurezza gli ospiti.
Il campionato non è finito, mancano ancora 6 partite, ma comunque andrà, non si può che dire grazie a questo Forlì, per quello che sta facendo e per aver riportato in città un entusiasmo per il calcio di queste proporzioni.