Lapsus Calami

Lapsus Calami

Ai tempi del liceo c’era un giornaletto, impaginato con un MAC nascosto in un sottoscala, ciclostilato dopo essere passato alla censura della presidenza (il mitico Preside Pantaleo Palmieri), in cui scrivevano alcuni personaggi che hanno poi trasferito questi modestissimi esordi in altrettanto modestissimi esempi di provincialismo senza limitismo.
Ricordo anche cose belle, come un articolo scritto dal professor Marani sui borghi di montagna abbandonati intitolato “Preserva Tivo dal degrado e dall’incuria”… messo all’indice per il richiamo al contraccettivo che tanto faceva intristire Giovanni Paolo II.
Ma tornando alle nostre cose, in questi giorni di pausa, assistiamo divertiti agli articoli poliuretanici; infili il beccuccio e spingi i tasti, il vuoto viene riempito da una schiuma che non pesa niente.
I pochi fatti rilevanti vengono tirati da tutte le parti per fare 4click.
La Nazionale ha un portiere pollo e una difesa da social network? L’eroe è il raccattapalle, tedesco, in uniforme…
E subito, qualche giornalista da giornalino del liceo intigna con la nostra storia di libro cuore, tra il portierone americo-tedesco e il giovine cesenate.
Livello asilo mariuccia.

In cerca di prelibatezze, spicca la novella del siluramento del simpatico Thiago Motta.
Come sapete, tutte le colpe sono state provvidenzialmente addossate al sempre sorridente italo-americano, vincitore del triplete.
La notizia esce sulla Gazzetta con una ghiotta indiscrezione: durante il pranzo a tre (Giuntoli, Motta, e Scanavino) in cui si sarebbero dovute trovare le energie per ripartire dopo la sosta, l’atteggiamento indolente e presuntuoso di Motta, avrebbe portato alla rottura tra giuntoli e il suo allenatore. Addirittura la Gazzetta riporta un virgolettato di giuntoli “mi vergogno di averti scelto”.
Tenetevi a mente per dopo questa domanda: ma chi avrà dato queste prelibatezze alla gazzetta?
Per fare un passo indietro diremo che Giuntoli è colui che ha licenziato Ancelotti per sostituirlo con Gattuso, credo che questa circostanza sia rappresentativa del livello del dirigente.
Arriva alla juventus e manda via Allegri, che è un allenatore vero, prende Motta, fa un mercato importante e smantella la vecchia squadra, su richiesta di Motta, si dice ora.
In realtà un uomo solo al comando è sempre responsabile direttamente di quello che succede, nel bene e nel male.
Solo che i giornalisti hanno due fonti: i procuratori e i direttori sportivi e non possono inimicarsele.
Attenti, non è normale, o meglio, lo è diventato da quando il giornalismo non è più raccontare i fatti e le idee, ma è il riproporre pro o contro, una poltiglia rigurgitata da altri.
Quindi tornando alla domanda: chi mai potrà dare i retroscena ai giornalisti in cui Motta, cattivo, cattivissimo, viene allontanato nel disperato tentativo di salvare la barca che affonda?
Chi secondo voi avrà un trattamento di favore dalla stampa in cambio di qualche anticipazione?
Ed ecco che anche noi di AERS ci prestiamo al giochino dei raccattapalle e vi diciamo che anche in Romagna queste sono le regole dei giornali che leggete, tutti tranne il nostro.
In cambio del silenzio tombale sui danni di un mercato disastroso, arrivano succulenti retroscena da proporre al pubblico dei social affamato di stimoli.
Ad esempio, chi mai avrà spifferato le cose di Silvestri o le (molto presunte) mancanze di Toscano?
Magari in cambio si può chiudere gli occhi sulle minchiate fatte nel mercato.
Poi quando le cose vanno male c’è sempre Mignani (terza scelta) che può pagare per tutti.
Andate indietro a fine dicembre, vi ricordate che Mignani sui giornali era accusato di far giocare fuori ruolo i suoi, di scarso carisma, di rigidità tattica, insomma stava rovinando il progetto così ben congeniato.
Poi per fortuna il tecnico ha sistemato un po’ la squadra, il DS ha azzeccato 2 (due) acquisti e abbiamo fatto un po’ di punti.
Siamo giunti quindi al momento di una bella intervista sulla gazzetta, perché nessun DS deve essere lasciato indietro.
Ed io che pensavo che Lapsus Calami fosse un giornalino del menga…

© Image copyright: la Gazzetta dello Sport