L’Italia è il Paese che amo! Con Mignani il Cesena può puntare alla A

L’Italia è il Paese che amo! Con Mignani il Cesena può puntare alla A

Il momento positivo del Cesena mi provoca una crisi creativa e misantropica, in confronto Salinger potrebbe essere paragonato ad un animatore della Valtur.
Ho il blocco del maigoduto, colui che è sempre il primo a strepitare quando le cose vanno male e si deprime silenzioso quando invece tutto va benino.
Cosa ci volete fare? Sono un leopardiano ante marcia.
Si potrebbe parlare (male) della Juve, squadra del cuore di molti tifosi e dirigenti cesenati.
Si potrebbe parlare (male) della nazionale e di come le soccer school in italia fanno un po’ schifo.
Si potrebbe parlare male del GoGoGoGoverno. E del Movimento 5 stelle rifugium stultorum.
Ma non sarebbe la stessa cosa, non c’è lo stesso gustoso sapore.

Finiti i festeggiamenti per i padri più o meno illustri, è giunto il momento di chiamare a raccolta i sinceri democratici per capire fin dove può arrivare il nostro Cesena.
Nonostante la cortina fumogena della claque di Tuttocesena, il Cesena ha come obiettivo NECESSARIO quello di fare in modo dignitoso i playoff, cosicché gli americani possano compiere un altro round di finanziamenti per affrontare un nuovo campionato di B.
Ma se tu vai dagli investitori, dopo un campionato anonimo, anzi, con qualche rischio, con un allenatore triste e una squadra spenta, non è che li invogli a buttare dollari.
Se invece vai da loro con lo scalpo di un turno playoff, e qualche trattativa importante che significhi il valore della rosa, ecco che la speranza di ambire a qualcosa d’altro rispetto a padri in cerca di un impiego per i figli e nostalgici italoamericani potrebbe essere reale.

Conosco bene il mondo anglosassone che ruota intorno al venture capital, per cui immagino che i possibili investitori cercheranno di informarsi sulle opportunità di investire i propri denari in una squadretta di provincia e che dopo i video della curva vogliano sentire il parere se possibile oggettivo di qualche “esperto”.
Funziona così più o meno, il venture capitalist incarica una società di organizzare delle call anonime per chiedere ad “esperti” il loro parere su questo o quello (senza citare esplicitamente il Cesena, ad esempio).
A chi? a manager di altre squadre socceristiche, a giornalisti o addetti ai lavori, con domande anonime e anonimizzate.
Immaginiamone qualcuna: “ma se doveste dire quale squadra andata ai playoff ha la rosa con il più alto margine di crescita?” e cose così.
Ora mettiamo il caso che contattino qualche mente illuminata di ruttocesena, noi siamo a cavallo; essendo loro esperti nel mistificare la realtà, abituati a far passare le vittime per carnefici (e viceversa), i comunisti per democratici (e viceversa), i treni in ritardo carichi di facinorosi in trasporti per campi di concentramento (e viceversa), sarà un gioco da ragazzi per questi maestri della dissimulazione, fornire un quadro roseo e idilliaco.
Tutto va bene, aspettiamo la PEC, pubblico migliore del globo terraqueo, settore giovanile pieno di talenti, campo in perfette condizioni, piadina, marafone e Che Guevara.
Ma se per caso dovessero squillare, gli ammericani, al telefono di qualche addetto ai lavori che conosce la serie B e i suoi conti oppure avere la fortuna di prendere la linea con l’unico giornalista di Cesena che capisce di soccer e di socceristi e che per cognome suona come una famosa enoteca della zona, allora le cose potrebbero mettersi in modo differente. Molto differente.

Ad esempio, forse, ci si potrebbe chiedere, ma i soldi (non pochi) spesi in estate che ritorno sull’investimento hanno dato?
No perché mettere in mano denari a chi non è capace di farli fruttare non è un buon viatico per iniziare un investimento.
I punti fatti dal Cesena sono in conto alla rosa della gestione precedente? Oppure in capo all’abilità del nuovo DS?
A dicembre 2024 il Cesena valeva più o meno rispetto a quello che sulla carta era il valore a fine mercato?
E a giugno 2025?

Tutti interrogativi inutili, in caso di promozione.
Promozione? Noi ci chiediamo infatti se tra i tanti bidoni acquistati da Artico, non vi sia invece una gemma preziosa che risponde al nome di Mignani.
Che a me ricorda molto un Angelini master class, ma si sa, noi maigoduti speriamo sempre nel peggio.
Alla fine, zitto zitto, tomo tomo, un Mignani che alla Bisoli, prima richia l’esonero e poi infila la cavalcata promozione…

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